CODART, Dutch and Flemish art in museums worldwide

Gli Arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento.

The Gonzaga tapestries from the renaissance Exhibition: 14 March - 27 June 2010

Exhibits 32 sixteenth-century tapestries from the former collections of the Gonzaga in the 16th century , all of them woven in Brussels or by Flemish weavers active in Italy, mostly from Italian models.

Publication

Gli Arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento
Guy Delmarcel and Clifford Brown, with contributions by Nello Forti Grazzini, Lucia Meoni and Stefano Lā€™Occaso
28 x 24 cm., 352 pp., 200 illustrations

Milano (Skira) 2010

ISBN: 9788857205663

From the exhibition website, 25 May 2010

La mostra presenta l’affascinante arazzeria delle collezioni Gonzaga ad oggi conosciuta e rintracciata. Le 34 opere tessili in esposizione a Palazzo Te risalgono al periodo rinascimentale, in particolare all’etĆ  dei tre figli di Isabella d’Este e Francesco II Gonzaga: Federico II (1500-1540), primo duca e committente di Palazzo Te; Ercole (1505-1563), cardinale e legato pontificio al Concilio di Trento, e Ferrante (1507-1557), comandante in capo delle truppe imperiali, poi governatore di Milano.

Fin dall’antichitĆ  questi tessuti preĀ­ziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa. Di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi, erano l’espressione della ricchezza e del prestigio dei committenti . La maggior parte degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi su disegno di maestri come Mantegna, Raffaello e Giulio Romano , e proponeva scene camĀ­pestri, bibliche e profane.

A Mantova sono permanentemente esposti diciotto arazzi commissionati dai Gonzaga che completano il percorso di mostra: i nove arazzi degli Atti degli Apostoli, copie della serie della Cappella Sistina eseĀ­guiti su cartoni di Raffaello, oggi custoditi in Palazzo Ducale ; i tre Millefiori forse di Isabella d’Este e sei episodi della Vita di Cristo, donati al Duomo dal veĀ­scovo Francesco Gonzaga nel 1599, oggi nel Museo Diocesano della cittĆ .